I Gafa e la legge del valore

di Gérard Bad.



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Siamo d’ accordo nel dire che i GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon)  non creano valore finché si presentano come una mediazione,  che ha una importanza non superiore a quella della pubblicità. E, ancora, sul fatto che questa mediazione sia piuttosto particolare, dal momento che le sue ramificazioni penetrano dovunque (1) per succhiare informazioni e dati in tempo reale, per poi commerciarle. Possiamo dire che l’ informatizzazione della società è l’ infrastruttura su cui si innesta quella dei Gafa: e quindi che questo insieme forma la ‘’nuova economia’’.

Ne risulta che i GAFA si presentino come dei nuovi ‘’committenti’’ del capitale e somiglino in questo al capitale finanziario, che essi paiono peraltro minacciare per la loro capacità di accumulare danaro assai velocemente. Questa massa di soldi, se restasse ‘’inerte’’, tenderebbe a svalorizzarsi, cosa che non è certamente l’ obiettivo dei Gafa, per cui vedremo che il tesoro prodotto dalla nuova economia non tarderà a inserirsi nel capitalismo storico e a cambiare il quadro, diventando committente e gestore a monte del capitale produttivo di plusvalore. Il denaro accumulato dai GAFA dovrà inevitabilmente essere investito per non svalutarsi, cosa che effettivamente Google&co stanno già cominciando a fare, per ampliare e consolidare ulteriormente la loro posizione di monopolio. A maggio 2016, Apple aveva annunciato l’ intenzione di investire 911 milioni di euro nell’ industria di punta – contro i 228 miliardi di euro (2) di liquidità di cui dispone – .

Ma comincia a manifestarsi anche la tendenza inversa: le aziende nel settore industriale fanno accordi e partnership con start up per evitare di perdere il controllo del proprio settore. Waymo, che fa capo a Google, vuole lanciare una flotta di veicoli a guida autonoma per un ordine di migliaia di ‘’Chrysler Pacifica’’ al Gruppo Fiat-Chrysler. E lo stesso accade tra Volvo e Uber. Il numero uno mondiale dei mobili, Ikea, comprerà la startup americana TaskRabbit, che permette di trovare nel proprio quartiere un bricoleur dilettante per montare una mensola o pittare un muro. Il produttore di aerei Boeing ha voluto associarsi a un Gafa per sviluppare un satellite che consente l’ internet a banda larga, con l’obiettivo di coprire a basso costo il 70% della porzione di globo non coperta fino ad oggi dalla rete. Altri, come SpaceX o OneWeb, propongono di lanciare 4000 piccoli satelliti in orbita bassa.

Per finire, Google si è comprato il produttore di droni solari Titan Aerospace (3). Facebook, non volendo restare da parte, sta pensando di acquistare uno specialista di droni Tech Crunch.

Insomma, la  “silicolonizzazione del pianeta è in marcia” come una forza di distruzione/creatrice, che adducendo obbiettivi “umanitari” si presenta a livello politico come una sovrastruttura ‘’statale’’ globale, un buco nero che assorbe e reifica interi segmenti dell’ economia mondiale.

La cosiddetta terziarizzazione dell’ industria

C’è un Rapporto  molto interessante (4) che parla della terziarizzazione del settore industriale, proprio perché questi nuovi committenti di servizi assumono il controllo della gestione dei settori produttivi e si comportano come il capitale usurario, catturando dei profitti enormi rispetto a un capitale costante irrisorio, basandosi su quella che viene chiamata economia collaborativa.

“Se i GAFA possono fornire dei  servizi universali, essi prelevano enormi rendite e senza tasse. Questo è un problema reale per tutti gli Stati in cui sviluppano le loro attività. “(I nuovi rapporti tra industria e servizi nell’era digitale, pag. 26).

Ritroviamo questa angoscia del capitale storico in molti rapporti. Lo stesso capitale finanziario si sente coinvolto e cerca una via d’uscita. In effetti il capitalismo che estrae valore (plusvalore) si trova in difficoltà: da un lato, per la legge che lo spinge costantemente ad innovare (più produttività) per compensare la caduta del saggio di profitto dalla massa di profitto. Ma per raggiungere questo obiettivo è costretto a passare sotto le forche caudine del capitale usurario (permanente mancanza di liquidità) per combattere e schiacciare i concorrenti. Il capitale usurario è guercio, vede solo i soldi che devono guadagnare soldi secondo la formula (A – A ‘). I nuovi arrivati ​​nell’ arena del capitale sono dello stesso tipo e non ci possono essere molte sanguisughe su un corpo che è già intrinsecamente malato. Per intrinsecamente malato si deve intendere che il capitale è il suo stesso nemico, perché deve costantemente eliminare il massimo delle forze di lavoro viventi che lo fanno vivere. In breve, il suo destino è quello di eliminare il massimo della forza lavoro per rimanere sul mercato pur sapendo che sta segando il ramo su cui è seduto.

In questa fase si riparla della fine del lavoro salariato come fondamento della “nuova economia” e gli stati stanno adottando leggi in tal senso (5). Essi annullano le conquiste sociali e distruggono tutte le speranze della socialdemocrazia, dei partiti socialisti e il loro credo in riforme che porterebbero al socialismo integrale: da qui la grande sbandata di questi partiti e, con loro, della democrazia parlamentare e del sindacalismo. I Gafa non potrebbero sopravvivere se non affondando e modificando le sovrastrutture del capitalismo storico e affronteranno questo compito unificando i loro servizi con l’industria, cioè incorporandoli nel tessuto industriale.

Il ruolo razionalizzatore dei GAFA

A causa della posizione che occupano nell’ economia capitalista, i GAFA agiscono in questa fase  principalmente nella sfera della circolazione del capitale, compresa la logistica. Utilizzando le tecnologie dell’ informazione e della comunicazione (TIC) (6), che hanno in gran parte rotto i confini al là dei quali i salariati lasciavano il loro sfruttamento dentro l’ azienda. Con le TIC il dipendente è raggiungibile ovunque e lavora ovunque. (7) I GAFA faranno ampio uso delle TIC e Apple ad esempio diventerà un produttore di smartphone sempre più sofisticato. Le possibilità di comunicazione e informazione sono immediatamente globalizzate e analizzate da coloro che per il momento detengono il controllo degli algoritmi.

Alcuni giustamente contestano l’ idea che i GAFA siano un blocco unico, ma quello che qui ci interessa non è ciò che li distingue fra loro ma ciò che hanno in comune. I GAFA hanno in comune il fatto di far parte della sfera della circolazione del capitale, su cui intervengono cercando di ridurre i tempi di circolazione sia delle merci che dei servizi utilizzando l’infrastruttura di Internet che essi intendono controllare su scala globale e mondiale.

Se consideriamo i GAFA in maniera statica, vediamo che essi fanno parte della sfera della circolazione del capitale – solo il capitale è capitale circolante, è il suo movimento complessivo che gli consente di valorizzarsi. A questo livello di riflessione ci importa poco sapere se i GAFA sono  creatori di valore poiché il problema fondamentale per la valorizzazione del capitale è il suo movimento globale, un movimento che alla fine rende possibile realizzare il plusvalore attraverso la vendita delle merci. I GAFA e tutto ciò che caratterizza la nuova economia sono entrati in questo movimento globale come elemento di razionalizzazione di questa circolazione del capitale. Marx spiega chiaramente le conseguenze di una non fluidità delle due grandi sezioni.

Finché rimane in una di queste fasi e non è fluido –  ognuna di esse ha una sua durata – esso non circola, è fisso. Finché rimane nel processo di produzione, non è in grado di circolare, cioè è praticamente svalorizzato. Finché rimane nella fase della circolazione, non è in grado di produrre o creare plusvalore; quindi non progredisce come capitale. Finché non può essere gettato sul mercato, esso è congelato sotto forma di prodotto; finché rimane sul mercato, è immobilizzato sotto forma di merci “(Grundrisses 3 capitolo del capitale ed.10 / 18, pagina 197 – tdr).

I GAFA e l’intera infrastruttura informatica su cui si basano appaiono come Il diavolo e il buon Dio per il capitalismo storico e i suoi Stati, come una distruzione/creatrice pericolosa  per molti settori economici.

La distruzione creatrice dei GAFA

Visibilmente i GAFA americani hanno un effetto distruttivo che preoccupa: gli Stati, il capitale finanziario, il commercio e l’ industria. Gli Stati vi vedono un pompaggio illegale delle loro entrate fiscali, le banche e le compagnie assicurative una decomposizione della loro attività e l’industria una cattura a monte delle loro competenze. Quanto al lavoro salariato, esso registra i danni della ‘’macchina’’ digitale e la precarizzazione del suo status, cioè la sua trasformazione in imprenditore di se stesso.

Alcuni esempi dimostrano questa tensione all’interno del capitale. Il capitale finanziario alle prese con la concorrenza congiunta di tecnofinanza (8) e giganti del web:

“Si pensava che l’arrivo della Tecnofinanza suonasse come la campana a morte delle grandi banche. Invece è chiaro che, nonostante gli sconvolgimenti che ha prodotto portando innovazione reale in un settore vecchio come il mondo, essa è ancora lontani dall’accumulare enormi quote di mercato. No, il vero pericolo proviene da grandi aziende del web come Amazon, Facebook e Google. Per quali ragioni? Per il momento, le società finanziarie come le assicurazioni e le banche di Wall Street si affidano a questi giganti della tecnologia per le loro sensibili competenze strategiche “, ha dichiarato Jesse McWaters, autore principale dello studio del World Economic Forum-WEF.

Apparentemente ci sarebbe una contraddizione tra il settore finanziario e i giganti del web, ma visto che essi partecipano alla razionalizzazione del settore terziario, e quindi del processo di circolazione del capitale, le banche e l’ intero settore finanziario li useranno “per le loro competenze strategiche”.  Dovranno solo mettersi d’ accordo tra loro sulla divisione dei profitti. Per quanto riguarda il lavoro salariato del settore finanziario, esso è “nel braccio della morte” condannato dallo sviluppo delle nuove tecnologie:  il futuro dei dipendenti è diventare dei micro-lavoratori o dei micro-cottimisti dell’ “economia digitale”. Sono quasi 90 milioni in tutto il mondo. Nel 2017 i licenziamenti e le chiusure di filiali bancarie sono state particolarmente numerose.

La mediazione dei GAFA può durare nel tempo?

La borghesia trae tutto il suo dinamismo dal valore di scambio (il denaro) che lo fa apparire come una mediazione tra gli estremi del valore d’ uso e del valore di scambio. Nel farlo, si presenta come la sintesi di tutti gli opposti, come Cristo nella sfera religiosa, che si presentava come il mediatore tra Dio e gli uomini, assumendo così più importanza di Dio stesso. Il denaro è quindi mediazione universale e in quanto tale diventa anche lui il Dio sulla terra, finendo per rendersi autonomo diventando capitale finanziario. Il valore di scambio opera sempre come intermediario. Così  il denaro nella circolazione semplice del capitale è l’intermediario tra la produzione e la circolazione. Poiché il tempo di circolazione rappresenta una limitazione della produttività del lavoro e aumenta  il tempo di lavoro necessario, si riduce l’estrazione del plusvalore (9). Queste ‘’spese incidentali’’ (faux frais) del capitale sono un vero ostacolo all’ autovalorizzazione del capitale, una barriera che i GAFA aiutano a far cadere. Come abbiamo già detto, finché i GAFA agiscono nella sfera della circolazione, non sono in alcun modo creatori di plusvalore, tutt’al più contribuiscono a ridurre le ‘’spese incidentali’’ del capitale in questa sfera.

I dibattiti su quella che possiamo chiamare la nuova economia sono ancora lontani dall’essersi esauriti; dovremo tornare su molti aspetti e in particolare sulle conseguenze per il lavoro salariato e il mondo del lavoro in generale.

NOTE

1Oggi i GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon) inondano i mercati, in quasi tutti i settori. E dove passano tutto sembra morire. Non a caso, Carrefour e Publicis, per esempio, hanno registrato quest’ anno i maggiori cali del CAC 40 (il principale indice di borsa francese, ndt). I Gafa rendono la vita dura a aziende dette ‘’ tradizionali’’. Comment spiegare questo sconvolgimento? Come interpretare questa nuova tendenza?

2-Il debito pubblico francese, misurato secondo i criteri di Maastricht, ammontava a 2226,1 miliardi di euro nel terzo trimestre 2017.

3-I droni di Titan funzionano a energia solare e sono in grado di mantenersi per cinque anni a una ventina di chilometri di altezza. Possono svolgere la maggior parte dei comiti affidati ai satelliti geostazionari, ma sono meno costosi. Google ha già compiuto dei test in passato per un progetto chiamato « Loon », con delle mongolfiere in grado di portare internet in regioni che ne erano sprovviste.

4 I nuovi rapporti  industria/servizi nell’ era digitale, Marie-José Kotlicki, ottobre 2015

5Nuova Loi travail (legge sul lavoro) in Francia, tramite le ordonnances Macron

6 Un esempio caratteristico di questa penetrazione è l’ utilizzazione in alcuni paesi africani dell’ unità telefonica come moneta di scambio M PESA

7 In Francia, nei TGV c(I treni a gran velocità, ndt) c’ è gente che lavora durante il viaggio, altri a casa propria, altri ancora in telelavoro.

8 La definizione FinTech è la contrazione di finanza e tecnologia. Essa designa tutte le aziende, spesso delle start-up, la cui attività si situa nel mondo della finanza, dei servizi bancari o delle assicurazioni.

9«  il processo di produzione totale del capitale abbraccia sia il processo di circolazione che quello di produzione. Queste due grandi sezioni rappresentano l’ insieme del loro processo, da una parte abbiamo il tempo di lavoro, dall’ altro il tempo di circolazione » (Grundrisses, 3 capitolo del Capitale, ed. 10/18,p.195). Avendo il capitale come obbiettivo permanente quello di ridurre l’ uno e l’ altro, ecco che alla fine è proprio quello che fanno i GAFA.